Nell’universo di AROHC, l’immagine non è mai un dato di fatto, ma un’apparizione. Il mio lavoro si fonda sul dialogo tra l’occhio umano e il caos dell’inchiostro, muovendosi sul confine sottile tra ciò che esiste sul foglio e ciò che la tua mente sceglie di vedere.
Secondo la psicologia della Gestalt, il nostro cervello non percepisce singoli elementi isolati, ma tende a organizzarli in una struttura unitaria. Nel mio studio tra i boschi della Sila, applico questa legge in modo estremo:
⁕ Il Micro (I Frammenti): Migliaia di scarabocchi, simboli e schegge di memoria. Presi singolarmente, sono puro caos.
⁕ Il Macro (L'Emergenza): Allontanandoti, quei frammenti collassano l’uno nell'altro. La tua mente applica la legge della chiusura e, improvvisamente, dal rumore dell’inchiostro emerge un volto, uno sguardo, un’identità. Il miracolo non avviene sulla carta, ma nel tuo sistema visivo.
Siamo programmati per cercare il senso. La Pareidolia è quell'istinto primordiale che ci spinge a vedere volti nelle nuvole o divinità nelle rocce. Il mio Doodle Mosaic sfrutta questa "illusione necessaria". Ti offro un labirinto di segni affinché sia il tuo subconscio a popolarlo. Ogni osservatore vedrà nel mio inchiostro qualcosa di diverso: un ricordo d'infanzia nascosto in una curva, un desiderio celato in una trama. Io traccio il segno, tu crei il significato.
Se la Gestalt spiega come vediamo e la Pareidolia spiega cosa cerchiamo, il Nectar è il fluido che le unisce. Ogni opera è un'ossessione manuale di 150 ore, un "viaggio" senza sostanze che utilizza solo la purezza del nero su bianco. Non uso matite, non uso bozze: lascio che il flusso guidi la mano in un automatismo che sfida la logica, per arrivare a quella verità che solo il caos organizzato può rivelare.
"Non ti sto vendendo un ritratto. Ti sto regalando lo specchio in cui la tua mente potrà finalmente perdersi, per poi ritrovarsi"